Lo statuto di protezione S consente a un gran numero di persone bisognose di protezione un soggiorno rapido e non burocratico in Svizzera, senza dover passare per una singola procedura d'asilo. Questo articolo spiega le basi giuridiche e che cosa considerare in caso di un'eventuale revoca dello statuto.
Base giuridica
Lo statuto di protezione S si fonda sulle disposizioni sulla protezione provvisoria (art. 66 segg. AsylG). Il Consiglio federale può attivare questa protezione per gruppi di persone bisognose di protezione, senza che ogni persona interessata debba passare per una procedura d'asilo individuale. Durante la validità dello statuto un'eventuale domanda d'asilo della persona interessata non viene esaminata nel merito; resta tuttavia riservato l'esame di un eventuale motivo di esclusione dall'asilo.
Diritti durante lo statuto di protezione S
- Diritto di soggiorno nel Cantone assegnato, con possibilità limitata di cambiare Cantone
- Accesso al mercato del lavoro, in linea di principio senza termine di attesa
- Diritto all'aiuto sociale secondo il diritto cantonale
- Ricongiungimento familiare del coniuge e dei figli minorenni a condizioni agevolate, nel rispetto dei termini dell'art. 47 AIG
Consolidamento in caso di buona integrazione
In caso di integrazione particolarmente buona, già durante lo statuto di protezione S può essere richiesto al Cantone, in determinate costellazioni, un permesso per casi di rigore. I criteri corrispondono nella sostanza a quelli dell'art. 31 VZAE, che illustriamo in dettaglio nell'articolo sul permesso per casi di rigore.
Che cosa succede in caso di revoca dello statuto di protezione S?
Una documentazione accurata e tempestiva del proprio impegno di integrazione è quindi opportuna, anche se la revoca dello statuto non è ancora concretamente prevedibile: più tardi può essere decisiva per una domanda per casi di rigore o di permesso.
Domande sullo statuto di protezione S o sulla sua cessazione?
Vi consigliamo sui vostri diritti e sulle opzioni per consolidare il soggiorno.
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